Novità/CBAM – I cambiamenti in arrivo dal 2026. Cosa devono sapere gli importatori?

CBAM – I cambiamenti in arrivo dal 2026. Cosa devono sapere gli importatori?

CBAM – I cambiamenti in arrivo dal 2026. Cosa devono sapere gli importatori?

A partire dal 1° gennaio 2026 entrerà pienamente in vigore il meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), comunemente noto come tassa sul carbonio.

Si tratta di uno degli elementi più importanti della politica climatica dell’Unione Europea, volto a livellare i costi delle emissioni di CO₂ tra i produttori dell’Unione Europea e gli importatori extra-UE.

In pratica, ciò significa che le imprese che importano determinati beni nell’UE dovranno contabilizzare le emissioni di anidride carbonica generate dalla loro produzione.

Quando entrerà in vigore il CBAM?

La piena attuazione del CBAM avverrà il 1° gennaio 2026, ma l’acquisto di certificati per le emissioni legate all’importazione di merci nel 2026 sarà possibile solo a partire dal 1° febbraio 2027.

Gli importatori dovranno invece presentare le prime dichiarazioni CBAM entro il 30 settembre 2027, relative alle emissioni del 2026.

Il periodo di transizione durerà fino alla fine del 2025– in questo lasso di tempo gli importatori dovranno comunicare i dati, ma non saranno ancora tenuti ad acquistare i certificati.

Come funziona il meccanismo CBAM?

Il principio fondamentale del CBAM è l’obbligo di acquistare certificati CBAM che riflettano le emissioni di CO₂ associate alla produzione delle merci importate.

L’importatore dovrà presentare un numero adeguato dei certificati corrispondente alle emissioni relative ai beni che ha introdotto sul mercato dell’UE.

Ciò che pià conta è che sarà possibile dedurre i costi delle emissioni se l’importatore documenta di aver già pagato per le emissioni di CO₂ nel paese di produzione.

In tal caso, il numero richiesto dei certificati sarà rispettivamente ridotta.

A chi si applica il CBAM?

Il meccanismo riguarderà le importazioni di merci con elevate emissioni di CO₂, in particolare:

  • acciaio e ferro,
  • alluminio,
  • cemento,
  • fertilizzanti,
  • energia elettrica,
  • idrogeno.

Ogni importatore con sede nell’UE dovrà ottenere lo status di dichiarante autorizzato CBAM prima di iniziare a importare merci soggette al meccanismo.

Solo questo soggetto sarà autorizzato a presentare le dichiarazioni e ad acquistare certificati.

Principali obblighi degli importatori

A partire dal 2026, gli importatori dovranno:

  1. Presentare la domanda per la concessione dello status del dichiarante autorizzato CBAM (entro il 31 marzo 2026),
  2. Comunicare le emissioni effettive o stimate per le merci importate,
  3. Acquistare un numero adeguato dei certificati CBAM,
  4. Presentare le dichiarazioni CBAM annuali entro il 30 settembre di ogni anno,
  5. Tenere un registro e conservare la documentazione a conferma dei dati sulle emissioni.

Gli importatori potranno affidare ad altri soggetti l’obbligo di presentare le dichiarazioni, ma la responsabilità ricade interamente sul dichiarante.

Chi è esente dagli obblighi previsti dal CBAM?

Gli importatori che nel corso dell’anno importano merci soggette al CBAM per un peso netto complessivo non superiore a 50 tonnellate saranno esentati dagli obblighi previsti dal regolamento (UE) 2023/956.

Questa agevolazione mira a proteggere i piccoli importatori da un onere amministrativo eccessivo.

Dal 2027 – obbligo di bilanciamento costante dei certificati

A partire dal 2027, i dichiaranti autorizzati dovranno mantenere una situazione adeguata dei certificati CBAM nel registro.

Alla fine di ogni trimestre, il numero dei certificati detenuti dovrà corrispondere ad almeno 50% delle emissioni riguardanti le merci importate dall’inizio dell’anno di calendario.

Cosa conviene fare già adesso?

Il periodo transitorio dura fino alla fine del 2025: è l’ultimo momento per prepararsi agli obblighi nuovi.

È opportuno già adesso:
✓ analizzare la struttura delle importazioni,
✓ verificare quali merci sono soggette al CBAM,
✓ sviluppare un sistema di raccolta dei dati sulle emissioni,
✓ pianificare le procedure di rendicontazione,
✓ preparare un budget per l’acquisto dei certificati.

Il CBAM non comporta solo nuovi obblighi, ma rappresenta anche un passo importante verso un’economia sostenibile.

La piena attuazione del sistema a partire dal 2026 si avvicina a grandi passi: vale la pena assicurarsi che la vostra azienda sia pronta per i cambiamenti imminenti.